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Conferenza stampa risultati Progetto STIMARE

Venerdì 2 Luglio 2021 alle 12 presso la Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati





Consegnare un mare sano alle future generazioni. Un obiettivo da raggiungere attraverso lo studio e il monitoraggio dello stato di salute delle coste ricavando informazioni utili per la necessaria azione di programmazione e pianificazione.

È quanto emerge a conclusione del Progetto di Ricerca biennale (2019/2021) STIMARE (Strategie Innovative per il Monitoraggio e l’Analisi del Rischio Erosione), coordinato dall’Università di Bologna, realizzato con il Politecnico di Bari (finanziato* dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque), i cui esiti saranno presentati venerdì 2 luglio alle ore 12 in conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, alla quale interverranno la Sottosegretaria di Stato con delega alla Digitalizzazione Assuntela Messina, Renata Archetti, docente Università di Bologna e coordinatrice scientifica di STIMARE, Leonardo Damiani, docente Politecnico di Bari. Attesa la partecipazione del Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani.

Un progetto che contiene nel nome tutto il senso e l’impegno verso la tutela e la salvaguardia del mare che necessita della giusta attenzione per provare a invertire la rotta di un fenomeno, quale quello dell’erosione costiera, tutt’altro che marginale.

Le attività antropiche lungo le coste – l’alterazione dei bacini fluviali e del paesaggio, l’estrazione di acqua e idrocarburi dal sottosuolo – hanno, infatti, accelerato i processi di erosione costiera. I cambiamenti climatici, causa anche dell’aumento del livello medio del mare e di mareggiate sempre più intense e distruttive, accelerano il progressivo arretramento delle coste ed intensificano gli eventi di allagamento.

STIMARE è un progetto innovativo - realizzato da un team di 28 ricercatori coinvolti di cui il 43% è rappresentato da donne - nei metodi e nelle soluzioni proposte, che punta ad attenuare l’erosione costiera in modo sostenibile, attraverso azioni di gestione e opere a bassissimo impatto ambientale che non contrastano le naturali forzanti che causano l’erosione, ma cooperano con esse per invertirne il trend (da erosivo a ripascitivo). «Reagire alle mutazioni del territorio e delle coste dovute ai cambiamenti climatici è una tra le tante sfide del prossimo futuro – spiega Renata Archetti, ingegnere, docente dell’Università di Bologna e coordinatrice scientifica del progetto STIMARE - ciò sarà possibile mediante le conoscenze integrate di esperti ingegneri, oceanografi, geomatici, sociologi economisti e molte altre. È necessaria l’acquisizione di dati ambientali frequenti ed estesi sul territorio ed in mare per validare le previsioni delle trasformazioni in atto, ingegnarsi a concepire soluzioni a basso impatto per mitigare la vulnerabilità delle nostre coste. STIMARE ha contribuito in piccola scala, concorrendo all’ambizioso obiettivo di lasciare alle prossime generazioni il mare e le coste sane e capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici».

Del resto l’attenzione alla tutela del mare figura anche fra le cinque missioni dell’Unione Europea (https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe/missions-horizon-europe_en) all’interno dell’ambizioso programma di ricerca Horizon Europe (HE), che individua al 2030 la salute degli oceani come una delle 5 missioni.

STIMARE si è concentrato su 4 siti di studio (Riccione, Cervia, Margherita di Savoia e Monopoli), analizzando gli impatti di 2 tecniche di difesa (Drenaggio delle spiagge e Eiettori), metodi di analisi dati, implementazione di sistemi di monitoraggio a basso costo, analisi della percezione del rischio di erosione mediante sondaggi, che rappresenta una significativa novità nel panorama della ricerca scientifica.

Monitorare le spiagge è un’attività strategica e funzionale nella pianificazione e gestione della costa, per comprendere l’evoluzione costiera a breve e a medio-lungo termine, per condurre analisi sulle dinamiche costiere e valutare l’efficienza delle strategie messe in pratica e da adottare in futuro non per la salvaguardia della spiaggia stessa, ma anche per le inevitabili ricadute sul settore turistico.

Sono state implementate videocamere intelligenti capaci di rilevare ed interpretare in tempo reale l'evoluzione della linea di riva, e mediante droni sono stati realizzati rilievi della topografia. La disponibilità dei big data raccolti permetterà, mediante tecnologie digitali (cloud, capacità di calcolo, intelligenza artificiale e analisi dei dati) di realizzare un ‘digital twin’, cioè un ‘gemello digitale’ del sistema mare/costa sul quale ‘testare’ scenari climatici, fattori di stress antropici o strategie politiche del Green Deal. Tutto ciò fornirà misure per migliorare la gestione del rischio di catastrofi, sviluppare piani territoriali, riferire sullo stato dell’ambiente, sulle attività costiere e misurarne l’impatto.

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